27/mag/2012

Intervista al coordinatore meridionale di FN, Bonanno Conti: “Catania e lo Stivale al collasso. Uniti per il bene della Nazione” *

di Mirko Tomasino- Iena Vulcanica
E’ un fiume in piena il coordinatore meridionale di Forza Nuova Giuseppe Bonanno Conti (nella foto), simbolo catanese dell’unico partito che – a detta del coordinatore – rappresenta il solo movimento di Opposizione nazionale che supera gli antiquati steccati ideologici di destra e di sinistra. Sul “piatto” di questa intervista numerosi argomenti: governo tecnico, “suicidi di Stato”, Comune e Provincia di Catania, Raffaele Stancanelli e Giuseppe Castiglione, il processo Lombardo e la Regione siciliana e infine un appello a tutte le forze locali indipendenti che vogliono il bene della nostra città e del nostro Paese.
Governo tecnico e “suicidi di Stato”. Che colpe da Bonanno Conti a Equitalia, Serit e all’esecutivo su queste morti ?
“Equitalia e Serit in Sicilia sono senza dubbio società di “stato” autorizzate allo strozzinaggio del contribuente, la colpa dell’altissimo numero di suicidi dovuti a problemi economici che avviene in questi giorni è da attribuire ai modi non equi adottati dalle società di riscossione tributi che ovviamente nessun governo, e figuriamoci un governo di banchieri, ha creduto bene di modificare. Il cosiddetto governo tecnico di Monti & Co. Oggi rappresenta un delitto di democrazia, dove questi burocrati provenienti da banche e multinazionali si sono insediati al governo italiano senza essere stati eletti da nessuno. E’ ormai evidente come questi governanti chiedano sacrifici agli Italiani, che ormai sono alle corde, non rinunciando a nessun beneficio e posizionandosi come naturali eredi di una casta di politicanti corrotti ed affamatori della Nazione”.
Quanto di Forza Nuova c’è nel movimento dei Forconi e nelle sue proteste?
“Ho letto la notizia che gira da alcuni giorni su una protesta imminente in Sicilia ed in altre parti d’Italia ma dubito della attuale effettiva capacità di mobilitazione di questo movimento in quanto ha perso la “purezza rivoluzionaria” dei primi giorni e non riesce a trovare uno spirito di lotta . Forza Nuova ha appoggiato sin dal primo giorno tutte le battaglie dei forconi perchè le riteneva giuste e condivisibili, ancora oggi se dovessimo intravedere una sincerità di lotta potremmo scendere in piazza a fianco dei lavoratori che protestano contro lo stato di crisi e contro leggi inique che tartassano le piccole e medie aziende che operano in determinati settori produttivi”.
Mariano Ferro ha spesso dichiarato che con Forza Nuova non vuole avere nulla a che fare mentre Martino Morsello si dimostra sempre molto aperto al vostro partito. Lei è un “ferriano” o un “morselliano” in questo senso ?
“Continuo a non comprendere questa paura atavica di Forza Nuova, il sig. Ferro dovrebbe finalmente comprendere che l’antifascismo ha sempre diviso il popolo italiano con il risultato che i soliti noti politicanti mafiosi e corrotti ci hanno affamato e portato allo attuale stato di cose. Io non sono nè “ferriano” nè ” morselliano” anzi auspico che il “Movimento dei Forconi” ritrovi una unità di base per rilanciare in grande la protesta e costruire insieme ai movimenti anti-sistema e non coinvolti con il potere una grande forza popolare che possa sradicare la cancrena del clientelismo politico parassitario che tutto gestisce e nulla fa crescere.
Anzi approfitto di questa intervista, se me lo permette, per lanciare un appello ai leader dei vari tronconi dei “Forconi”, così come al Sig. Zamparini con il suo “Movimento per la Gente”, al sig. Richichi con il suo “Forza D’urto” degli autotrasportatori e a tutti i movimenti rivoluzionari ed anti-sistema che hanno a cuore la Sicilia e L’Italia per cercare insieme a FN , attraverso l’individuazione comune di una base di lotta e su alcune proposte specifiche, una sintesi per lanciare nuove battaglie e perchè no costituire un fronte comune elettorale per le ormai imminenti elezioni regionali, dove senza una unità dei movimenti, a causa di una legge elettorale iniqua ed antidemocratica che penalizza le voci fuori dal coro con un altissimo sbarramento al 5% per accedere alla rappresentanza parlamentare siciliana, rischiamo di restare ancora una volta sulla strada a protestare senza diritto di tribuna da dove lanciare proposte ed iniziative che ci stanno a cuore. Amici e Connazionali pensateci bene, poi sarà inutile piangere e fare inutile retrismo, uniamoci nella lotta Forza Nuova è pronta !”
Alla Provincia di Catania, sulla base delle nostre inchieste, fioccano consulenze ma molti progetti (Log – In – Med ad esempio) rimangono in soffitta con relativi ammonimenti dagli uffici di Stato. Come giudica la gestione Castiglione alla Provincia ?
“Parto dal presupposto che giudico la provincia solo uno strumento clientelare inutile e costoso, infatti durante l’ultima campagna elettorale del 2008 dove fui candidato a presidente della provincia di Catania la mia proposta era quella di applicare lo statuto siciliano che prevede la soppressione delle provinicie . Detto ciò che dire del sig. Castiglione ? Lui si è ben adeguato alla funzione dell’ente e lo sfrutta per accrescere il suo potere e le sue clientele, ovviamente senza portare alcun progetto sostanziale in porto e limitandosi al normale cabotaggio e patrocinio delle attività di routine…”
Al Comune di Catania si profila, per il 2013, la candidatura del “camerata” Salvo Pogliese. Da uomo di destra, come vede ciò, e cosa pensa del possibile dualismo con Berretta (PD) ?
“Definire “camerata” un deputato regionale della Pdl mi sembra quantomeno fuori luogo, il sig. Pogliese non è certamente un Camerata, forse lo era da giovane, ma parliamo di secoli fa. Non ho notizia di una sua candidatura a sindaco di Catania e dubito che faccia questo passo in disaccordo politico interno. Per quanto riguarda il sig. Berretta non mi pare abbia alcuna possibilità di essere il prossimo sindaco di Catania, anche se i miracoli possono sempre succedere. Preciso che non sono un uomo di destra e da tempo ho preso le distanze da questo dualismo ottocentesco delle categorie destra/ sinistra. Posso definirmi meglio un “Soldato Politico” al servizio del popolo”.
Raffaele Stancanelli, è stato ultimamente autore di una performance poco piacevole con la giornalista di Rai3 Gurrieri durante la manifestazioni delle operatrici socio – assistenziali. Cosa ne pensa del nostro sindaco, alla luce dei molti problemi che ancora permangono in città?
“Ritengo che se il sindaco Stancanelli dovesse lasciare il suo posto non lo rimpiangerebbe nessuno in città, dato il grigiore dei suoi 4 anni già passati. nessun cambiamento solo peggioramenti, caos, sporcizia, disordine, provvedimenti atti a distruggere il commercio del centro storico e dei mercati storici, assessori tra i più ottusi della storia catanese, insomma ha studiato come dare un colpo definitivo a una città già in mano al malaffare ed alla delinquenza.”
Processo Lombardo, con il governatore ancora sotto il torchio della giustizia. Come giudica questa vicenda Bonanno Conti e cosa chiede Forza Nuova in tal senso?
“E’ notizia freschissima che il governatore Lombardo lascerebbe il suo posto, insieme alla sua giunta raccogliticcia, il 28 luglio per andare a votare per il rinnovo di presidente e parlamento regionale siciliano il 28 ottobre 2012. Ovviamente noi non ci crediamo finchè il tutto avvenga e sicuramente faremo salti di gioia se la notizia fosse veritiera in quanto chiediamo da tempo le dimissioni di Lombardo anche con campagne politiche mirate a questo, con affissione di striscioni e di un manifesto che si può ancora trovare affisso sui muri siciliani dove il governatore è raffigurato da un popolo inferocito con forconi e mazze che lo insegue . Dal punto di vista giudiziario spetta ai giudici dare una sentenza di colpevolezza o di assoluzione noi possiamo solo associarci al saggio detto ” Vox populi, Vox Dei”.
Amministrative siciliane. PdL in caduta libera, trionfo del Movimento cinque stelle. Cosa ne pensa Bonanno Conti del trionfo di Grillo e di Grillo stesso ? E’ solo antipolitica o altro ?
“Che i partiti tradizionali siano in piena crisi è giustificabile e sintomatico del malcontento che serpeggia nella popolazione, non vedo un trionfo di Grillo e credo che Grillo sia una parte del sistema che si sta inventando un personaggio che arricchendosi attraverso manifestazioni , blog, gadget e spettacoli da l’illusione di esserne contro. L’antipolitica è quanto di peggiore si possa vedere in campo e a criticare, dileggiare, calunniare, insultare siamo un po’ bravi tutti , ritengo che al contrario grandi ideali e grande politica possano riportare quella pulizia etica e morale che in Italia manca da decenni. Di altri comici e buffoni l’Italia non ha bisogno è da 70 anni che ce li troviamo al governo”.
Ci illustri i prossimi progetti politici del suo partito in Sicilia e a Catania, e ci dica della veridicità della sua candidatura a sindaco che da alcuni giorni è presente su alcuni sondaggi on-line.
“Noi abbiamo in atto una forte campagna di protesta contro la Serit che abbiamo impostato con affissione di grandi striscioni e manichini impiccati con i nomi dei Connazionali suicidatosi negli ultimi giorni, stiamo svolgendo presidi davanti le sedi Serit e l’ultimo si è tenuto preso la Serit di Siracusa proprio venerdì 18 maggio u.s. . Una forte battaglia la lanceremo per l’emissione di una moneta popolare siciliana, visto che anche lo statuto lo prevede, una moneta di proprietà dei cittadini e non delle banche. Sicuramente non staremo a guardare per il prossimo appuntamento elettorale che si profila il 28/29 ottobre 2012 quando si rinnoverà Governatore e parlamento siciliano, da soli o con una grande coalizione anti-sistema noi ci saremo. Per quanto riguarda la mia ventilata candidatura che circola su alcuni sondaggi on –line ritengo presto per confermare questa eventualità che in ogni caso non può essere una decisione personalistica ma che potrebbe maturare con un consenso più allargato rispetto a FN ma che coinvolgerebbe settori produttivi indipendenti della città stanchi di essere vessati ed abbandonati da politicanti arruffoni e fuori dalla realtà. Io conosco bene Catania ci sono nato, al contrario degli ultimi 3/4 sindaci, ci vivo da 50 anni e da 35 anni lotto per cercare di migliorarla in ogni senso. Più libertà, più rigore in questi due estremi individuo un futuro per la nostra città ormai devastata dal caos ed abbandonata al malaffare. Insomma Forza Nuova in campo c’è e cresce giornalmente in barba a crede di nasconderci e crea quell’odioso silenzio mediatico in obbedienza ai potentati di sistema.”
Mirko Tomasino – Iena Vulcanica

*fonte= http://www.ienesiciliane.it/
http://www.ienesiciliane.it/politica/4701-intervista-al-coordinatore-meridionale-di-fn-giuseppe-bonanno-conti-catania-e-lo-stivale-al-collasso-uniamoci-per-il-bene-della-nazione.html

 

25/mag/2012

Provenzale, FN: "contro la mafia e i politici collusi serve la guerra"

A conclusione delle commemorazioni ufficiali per il ventennale della strage di Capaci e della relativa apparizione palermitana di Monti e Napolitano, per altro contestata da Forza Nuova,  è intervenuto con una nota alla stampa il segretario regionale del Movimento, Giuseppe Provenzale:
"Stucchevoli e offensivi, per tutti gli italiani che chiedono verità e giustizia e per la memoria delle stesse vittime, appaiono i vuoti riti e i discorsi fatti dalle maggiori cariche dello Stato", afferma l'esponente di FN.
"Lo Stato poco o nulla ha fatto, o voluto fare, per mettere fine all'esistenza di una criminalità organizzata che, a giudicare dagli scarsissimi esiti, pare sempre essere onnipotente, tanto da essere evocata anche per i fatti di Brindisi, e la stessa Magistratura, tranne che in rari e isolati casi, fra tutti quelli di Falcone e Borsellino - ha proseguito - non ottiene risultati risolutivi nella lotta al crimine organizzato, con alcuni giudici che, per di più, cercano ribalte mediatiche e politiche".
"L'Italia è una nazione che poco o nulla sa delle tante stragi che l'hanno insanguinata, sulle quali vige ancora il segreto di Stato, e Capaci e via D'Amelio non fanno eccezione".
"Questo silenzio, questo vuoto di certezze, si riempie con le parole. Anche queste, però, sono deboli, quando dovrebbero essere forti, e rivelano, nel migliore dei casi, impotenza e, sempre, ipocrisia, risultando grottesche nella loro inadeguatezza".
Falcone e Borsellino non erano amati né dal sistema né dalla Magistratura, oltraggiose dunque appaiono le adunate, le partite di calcio, le esibizioni canore. Oltraggiose e inutili.
A che serve parlare di esempi non emulati? A che serve sventolare bandierine? A che serve parlare o versare lacrime? Contro la mafia serve in primo luogo la forza - e i nostri soldati sono all'estero a morire per guerre non nostre - contro la mafia servono leggi speciali, magari anche modifiche costituzionali - e qui si vota il pareggio di bilancio - contro la mafia e i politici collusi serve la guerra!"
Altrimenti - ha concluso - diviene lecito credere che lo Stato non ritenga utile liberarsi da cosa nostra, che preferisca servirsene ed evocarne la presenza, così come si torna a fare con il terrorismo, per non puntare il dito su organismi propri, servizi deviati e non, che certamente hanno avuto un ruolo in tutte le stragi della nostra storia postbellica. E noi, come molti italiani, lo crediamo fermamente".

Segreteria Regionale Forza Nuova Sicilia
Ufficio stampa
340/2175008 – 340/7940989

23/mag/2012

Monti e Napolitano a Palermo, manichini impiccati li accolgono con un addio

Eclatante azione di protesta messa in atto da Forza Nuova saluta le due autorità, in città per il ventennale della strage di Capaci

"Ponti, pali, cartelli e cavalcavia del capoluogo siciliano hanno riprodotto in modo incruento la tragica realtà dell'era Monti-Napolitano: uomini e donne, disperati per una crisi che non accenna a finire, pagano con la vita lo scotto di un "colpo di stato" - incruento nella forma, ma cruento nelle conseguenze sociali - che ha visto fra i principali protagonisti il capo dello Stato e un presidente del Consiglio la cui azione di governo è rivolta esclusivamente alla salvaguardia degli interessi dei poteri forti finanziari da lui stesso rappresentati, interessi oscuri e molteplici su cui lo stesso Falcone pare indagasse poco prima della strage",  è quanto si legge in una nota diramata dall'ufficio stampa di FN Palermo, che prosegue così: "Chi ha provocato la crisi è premiato, chi non ha colpa ne paga le tragiche conseguenze", ai due illustri ospiti è quindi rivolto il messaggio di addio contenuto dai cartelli che i fantocci impiccati portano sul petto: "Addio Monti" "Addio Napolitano" "Con voi nessun futuro".
Spiega Giuseppe Provenzale, segretario regionale di FN in Sicilia: "Fantocci per il premier di un governo che l'eurodeputato Nigel Farage ha definito "fantoccio" e Marine Le Pen "impiegato di banca" e per il suo sponsor Napolitano, innocui simboli di una crisi da cui si potrà uscire solo costruendo una forte unità di popolo che spazzi via banchieri e politici, soli privilegiati e unici responsabili di uno stato di cose a cui purtroppo gli italiani reagiscono suicidandosi schiacciati dal peso dell'usura statale e bancaria; ma il vento in Europa ha già cambiato direzione e la cambierà anche in Italia".

Forza Nuova Fed. Prov.le di Palermo
Ufficio stampa
340/2175008 – 340/7940989

22/mag/2012

“Lamento” della lapide che ricorda l’eccidio di Modica del 1921 *




E’ maturato il tempo per fare e dire qualcosa. Visto che nessuno trova il tempo per dedicarci qualche riga, quest’anno, prima dell’annuale ricordo del 29 maggio 1921, che è stato segnato dalla Storia come l’”Eccidio di Modica”, ho deciso di liberarmi di un “grumo culturale” che molte lapidi, come me, conservano da moltissimi anni nel loro cuore.
E’ vero che è proprio nella nostra natura di lapide dire qualche piccola bugia, enfatizzando qualità oppure esagerando orrori, basta dare un’occhiata alle lapidi del cimitero; è vero anche che quelle di noi che riproducono messaggi impegnativi e ricordi pregnanti più delle altre sono costrette dall’uomo alla insincerità.
Spesso molto spesso, ed è la storia a confermarlo, svolgiamo la funzione di testimoniare la stupidità umana, specie quando ad ogni cambio di regime, quasi sempre, persone democratiche e civilissime vengono a frantumarci con quel maledetto martello pensando di distruggere con i segni anche la storia.
Se potessi, farei preparare una lapide per ricordare quelle mie tre antenate che, come documenta Giovanni Maria Pisana nel suo “La visita a Modica delle LL. MM: Ferdinando II e Maria Teresa di Borbone nel 1844″ [edizioni «Associazione culturale "Dialogo''», Modica 2008], realizzate per ricordare la visita dei sovrani borbonici nella nostra città, dagli ingressi delle chiese madri di San Pietro e San Giorgio e da quello del Palazzo di Città (Palazo Salemi), dopo una annosa corrispondenza tra casa reale e comune di Modica per definirne il contenuto non si sa che fine fecero anche se è facile immaginare che furono raggiunte dal solito sciocco martello che distrugge lapidi e manifesta imbecillità.
Non meno traumatica fu la fine di quell’altra mia più recente parente che intorno al 1910 il Comune di Modica fece fissare sulla facciata dell’attuale Palazzo della cultura che con i versi del Prof. Mario Rapisardi dell’Università di Catania, in occasione della morte dell’anticlericale spagnolo Francisco Ferrer , esortò: “Contro l’idea levò il pugnale la setta che non perdona. Contro la setta, levi il popolo la fede.”
La “lapide Ferrer”, secondo i più normali riti della idiozia umana, nata dalla furia anticlericale doveva essere frantumata dalla rabbia fascista contro l’attentato al Duce da parte Zaniboni del 1925.
Circa 10 anni dopo, il fascistissimo avvocato Stefano Rizzone Viola, sulla stessa facciata poggiava una lunga scala di legno e sollevato in alto dagli “eia eia alalà” di una folla plaudente che attorniava la base della scala, fissava al muro una lapide per dichiarare al mondo il disprezzo dei modicani all’Inghilterra ed alla “Società delle Nazioni” che avevano imposto le sanzioni economiche contro l’Italia.
E li rimase, tranquilla, fino a quando nel 1943 con il rombo dei carri armati degli “Alleati” avvertì i segni della fine, infatti, di li a poco, sembra che il commerciante Vasco, che per tutti questi anni forse l’aveva sopportata dal suo negozio di fronte, l’abbia distrutta insieme a quella della casa del fascio nello stesso fabbricato.
Rispetto a questi precedenti io, tutto sommato, sono tranquilla: non vedo all’orizzonte presupposti sociali e politici che possano fare avvicinare martelli che mi possano distruggere. Penso che morirò di oblio; è dal 1951 che ogni anno, puntuale è sempre arrivato un corteo con la corona che però ho visto, nel succedersi degli anni, sempre meno numeroso e partecipe, segno che sparirà.
E sarà un bene: niente corone meglio qualche persona commossa che avendo letto qualche libro si fermerà un attimo, appena un attimo, per ricordare il sangue versato da nove figli del popolo modicano per costruire la storia della nostra città e si segnerà con il segno della croce.
Sarà, allora, anche per me il tempo dei ricordi e, quando mi rileggerò, ritornerò a chiedermi perché, nonostante ben due processi in cui furono assolti i fascisti, politici ed eminenti sedicenti storici mi hanno costretto alla bugia, quantomeno giuridica, di definirla “strage fascista”.
Verrà comunque il tempo in cui alla gratitudine per la testimonianza resa da questi nostri umili padri si affiancherà la compassione malinconica per quanti, anno dopo anno, con corone, comizi infuocati e cerimonie più ieratiche che di riconoscente silenzio, per più di sessant’anni hanno, senza scrupoli, strumentalizzato il sangue di nove umili lavoratori per tornaconti di greve ideologismo e di proprie carriere politiche ed accademiche.
Nota: a chi volesse sentire anche la ‘campana’ che per 60 anni circa, i nostri storici locali, non hanno fatto suonare posso inviare, nel formato pdf il mio libello ‘Biennio rosso in periferia. 29 maggio 1921: il conflitto di Modica’ nel quale è riprodotto il rapporto dell’Ispettore generale di P.S. Adolfo Lutrario.

di  Carmelo Modica
* fonte=http://www.radiortm.it/2012/05/21/lamento-della-lapide-che-ricorda-leccidio-di-modica-del-1921/

18/mag/2012

Pluralità di opinioni ... democrazia

ecco come combattere un avversario politico:

http://xryshaygh.wordpress.com/
censurandolo!

Sito di Alba Dorata

12/mag/2012

Segnalazione sito

... dando un'occhiata sul web:



http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/immistrato-stupra-minorata-mentale/

http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/

Comunicato Fiore su elezioni

8 Mag 2012 21:43
 
Non spira ancora il vento greco in Italia.
La radicalità dei problemi emersi in Grecia e delle soluzioni emerse danno alla Nazione ellenica il non invidiabile ruolo di terra di scontro violento con i poteri forti internazionali. In Italia siamo ad un passo o due da quella situazione e la crisi economica, anche se disastrosa, non ha ancora raggiunto i livelli abissali di quella greca.
Forza Nuova non emerge ancora come capace di aggregare la protesta. I risultati sono simili a quelli passati: nelle grandi città Forza Nuova ottiene un risultato ancora al disotto dell' 1%. Dove si supera quella percentuale è nei centri di media grandezza come Cesano Maderno 1,6% ( Brianza) Buia 2,3%( Udine) e Castrovillari 1,7%(Cosenza). Discorso a parte va fatto per i grossi risultati di Cerveteri(RM) ed Atessa (CH) dove i dirigenti storici forzanovisti Giuseppe Onorato e luigi Marcolongo ottengono attorno all' 8% delle preferenze.
Grazie alla legge che riduce la rappresentanza nei comuni, Marcolongo manca il consigliere per pochi voti e
Giuseppe Onorato è in attesa del ballottaggio e del successivo esito che dovrebbe però permettergli di entrare in consiglio comunale.
 
Ma il Movimento nonostante questo continua ad organizzarsi, non solo per le prossime elezioni politiche ma anche, e sopratutto, per dare corpo e sostanza all rivolta popolare in atto.
 
La segreteria Nazionale Per Info: segreteria@forzanuova.org

Elezioni Amministrative. Comunicato MNP

Le elezioni amministrative svoltesi domenica scorsa in diversi comuni italiani hanno fatto registrare un dato innegabile. Nel paese continua a crescere l'insofferenza della gente verso la democrazia parlamentare. Insofferenza dimostrata ampiamente da un cospicuo aumento dell'astensionismo, fenomeno questo che in questo tipo di votazioni rimaneva sempre alquanto limitato per ragioni note e che non stiamo qui ad elencare. Altro dato di fatto di cui non si può non prendere atto è il voto di protesta che ha premiato il Movimento a Cinque Stelle di Beppe  Grillo. Un movimento che se pure riesce a mobilitare la piazza e a raccogliere consensi, non appare possedere - almeno per il momento - gli strumenti per indicare soluzioni e vie d'uscita alla crisi determinata dai partiti antifascisti, da sempre proni ai poteri forti delle banche e dell'alta finanza. Grillo è stato premiato dal sempre crescente odio della gente verso chi, adesso protetto dal governo Monti, continua a servirsi delle istituzioni parlamentari per conservare agi e privilegi e a percepire stipendi da favola mentre nel paese ormai si registra una media di due o tre suicidi al giorno di disoccupati, imprenditori, lavoratori licenziati.
  La gente ha cominciato a capire che con l'introduzione dell'euro, non adeguatamente supportato da un governo politico europeo, la truffa è stata servita in piena regola a vantaggio della nomenclatura massonica e liberista di Bruxelles. E tutti sanno che i sacrifici imposti dal governo Monti non solo si sono rivelati inutili, ma stanno aggravando la situazione della stessa economia che è scivolata in una recessione della quale non si vede la fine.
 
Le forze nazionalpopolari che pure erano presenti in questa tornata elettorale in diversi comuni non hanno riportato il successo auspicato. Come mai ?
  Non si è trattato di una disfatta ma di una situazione di stallo che non si può non riconoscere e questo proprio mentre Grillo è riuscito a galvanizzare la protesta verso la sua formazione ? Come mai dunque, quando abbiamo ragioni da vendere?
 La risposta è semplice ed elementare. Con un esempio:  Nello scorso dicenbre Forza Nuova ha tenuto un importante congresso politico al quale hanno partecipato centinaia di delegati di tutta Italia. I collegamenti con gli esponenti del Front National e di altre formazioni politiche europee presenti anche a Strasburgo si sono sprecati. Furono espresse posizioni politiche chiare e il dibattito fu di altissimo livello. Pensate che  la Televisione di Stato abbia mandato qualcuno ? O che i giornalisti, sempre pronti a gettare fango quando gli conviene si siano per caso presentati magari solo  per curiosare ? Manco per idea ? Niente di niente.  Al contrario Grillo dai mass media è stato più che pompato. E sapete perchè ? Perchè in fondo non è pericoloso e le sue minacce sono solo verbali. Grillo, in fondo, è uno di loro. La sua protersta è già addomesticata e presto vedremo i grillini nei talk show pronti a contendersi la parola con gli esponenti del Pd, di FLI, del PdL e degli altri cialtroni.
Per noi visibilità zero. Questa è la parola d'ordine dei giornalisti di regime. Conferenze, dibattiti, comizi affollati, cortei, presidi nei quartieri e  quant'altro. Silenzio assoluto. Nessuno stupore dunque.  Sappiamo che questo è il problema che dobbiamo affrontare e risolvere. E su questo stiamo lavorando con una consapevolezza che viene da  esperienze passate ed anche recenti. Fino a qualche settimana fa Alba Dorata, i nostri fratelli Greci,  non la conosceva nessuno. Nemmeno i cosiddetti camerati che indugiano nel non voto. Adesso ne parla il mondo intero e Strasburgo trema.
Le elezioni sono comunque un momento della lotta. Non l'unico ma un momento importaante.
 
 E' questa consapevolezza di una lotta di lunga durata che ci dà la forza per andare avanti con immutato entusiasmo. Ricordando a chi sta alla finestra o addirittura gioisce delle nostre difficoltà, che il premio della lotta è nella lotta stessa.
 
In alto i cuori
 
Nicola Cospito
Ufficio Politico MNP
 

09/mag/2012

Successo Alba D'oro in Grecia

“Il voto in Grecia, dopo il successo di Marine Le Pen nelle presidenziali francesi, evidenzia che chi è da sempre contro le banche e per la sovranità nazionale viene in questo momento premiato dal consenso popolare: salutiamo quindi con immenso piacere il successo elettorale di Alba D’ Oro.” Commenta così Roberto Fiore, Segretario Nazionale di Forza Nuova il risultato elettorale del partito nazionalista greco che ottenendo quasi il 6% dei consensi ha ottenuto per la prima volta alcuni seggi nel parlamento ellenico, “ Siamo soddisfatti che ovunque i popoli europei si stiano svegliando e che stiano riconoscendo i loro nemici, premiando al contrario i partiti nazionali e popolari. Alba D’ Oro, che già partecipò l’ anno scorso ad una manifestazione organizzata da Forza Nuova a Milano assieme al partito ungherese Jobbik, parteciperà nel mese di giugno ad una grande manifestazione promossa dal nostro movimento che si terrà a Roma con la partecipazione di esponenti di molti partiti nazionalisti europei.”

06/mag/2012

Antica Tradizione - Campo hobbit





Gocce di pioggia bagnano le strade di un paese antico che ora non c'è più
L'ombra delle torri che si alzano maestose su rupi di roccia dentro la contea
Suonare fino all'alba con molti amici per ritrovare i simboli di una gioventù
Tra i rovi di un'estate lascia il profumo di tutto ciò che il tempo non cancellerà!

E là si alzano in coro vecchie canzoni di libertà!

E là mille braccia alzate, mille fratelli per l'eternità!

Ma il correre del tempo brucia i ricordi e certi atteggiamenti che ti cambiano

Le facce della gente ormai sono come lapidi, amici che rimandano con poche idee,
Ma è bello ricordare quelle sere, i fuochi, i canti e le bandiere che si alzavano
Ad implorare il cielo e i nostri dèi, la forza di un domani che vola insieme a noi!

E là si alzano in coro vecchie canzoni di libertà!

E là mille braccia alzate, mille fratelli per l'eternità!





Monti a casa, subito !

Non è un governo di  tecnici ma di inetti di cui l'Italia si deve liberare al più presto.

di Nicola Cospito
 
 
 
  I dati parlano chiaro: la disoccupazione in Italia ha raggiunto livelli record, 2.500.000 i senza lavoro, la disoccupazione giovanile al 36/37 %.  Continua l'ondata dei suicidi, solo ieri, un operaio a Caserta e uno altro a Catania. E intanto la borsa continua a precipitare, mentre l'inflazione corre al 3,3 %, i prezzi dei generi alimentari aumentano e i consumi diminuiscono. Le imprese chiudono a migliaia in tutta Italia, gli imprenditori sono abbandonati a se stessi. E in questo paesaggio apocalittico il cosiddetto governo tecnico, continua con le tasse e  vara un'altra manovra affidata a personaggi ambigui e squalificati come ad esempio l'ex ministro Giuliano Amato, superpensionato con 31.000 euro al mese, noto per essere uno degli artefici del varo in Italia della moneta unica. Gli italiani non hanno infatti dimenticato che fu lui nella notte dell' 11 luglio 1992 a mettere le mani nei conti correnti bancari tassati proditoriamente del 6 x 1000 con un prelievo fiscale forzoso finalizzato a raggiungere i famigerati parametri di Maastricht . Un'operazione che contribuì a gettare il paese nel baratro in cui si trova.  Noi avevamo visto chiaro e avevamo già detto anche nei nostri interventi nelle piazze, che dopo le quattro manovre di Berlusconi del 2011, anche la manovra di Monti, varata prima di Natale, non sarebbe servita a nulla e non avrebbe sortito alcun effetto positivo e che altre rapine a danno degli italiani sarebbero inevitabilmente seguite. Così è stato e nessuno può smentirci, nemmeno chi aveva voluto vedere in Monti il risanatore dei conti pubblici, il salvatore del paese. I tagli dunque continuano: dalla sanità, alla giustizia, alla scuola, mentre invece fanno salvo il Palazzo, dal Quirinale al Parlamento i cui privilegi rimangono intoccati.  Una commissione incaricata di diminuire i costi della politica, si è vista costretta a dare le dimissioni dopo aver dichiarato pubblicamente il proprio fallimento. Così pure si salvano i partiti che continuano a percepire somme astronomiche alla faccia dei pensionati, dei disoccupati, dei cassintegrati, delle famiglie che non arrivano a fine mese. Uno spettacolo davvero indecente che vede nel Presidente Napolitano il  principale regista. Vergogna ! E intanto il governo Monti, come già quello Berlusconi, continua a dilapidare il denaro pubblico nelle scandalose guerre imperialiste americane, spacciate per missioni di pace nelle quali ormai nessuno più crede. Gli italiani si svenano e si suicidano perchè un governo di traditori e di servi  degli USA continua a mantenere copiosi contingenti di soldati italiani in Afghanistan.
 Di crescita nemmeno a parlarne. Il governo Monti non ne è capace e per questo rimanda. Monti parla a vanvera e nasconde la sua incompetenza. I famosi tecnici, bravi solo a tagliare, non sanno da dove cominciare per creare posti di lavoro. Non osano toccare il mercato, il loro Dio che ci ha portato al disastro: non vogliono abbassare i prezzi delle abitazioni, cosa  che rimetterebbe in circolazione diversi capitali,  non vogliono bloccare le delocalizzazioni e il lavoro continua a fuggire all'estero, non vogliono ridimensionare le importazioni attraverso una sana politica protezionista, restano proni ai dogmi della globalizzazione e della finanza. Non sono capaci di convertirsi ad una economia reale fondata sull'autosufficienza e irrorata dall'unica cosa veramente necessaria: una moneta di popolo capace di restituire all'Italia la sua sovranità monetaria e politica. Dopo aver varato l'euro, non sono stati capaci di difenderlo e di usarlo nella maniera giusta perchè la loro politica ha favorito solo l'avidità delle banche con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. La crisi di liquidità aumenta e presto non ci saranno i soldi per pagare gli stipendi. Il default è alle porte e i "tecnici" fanno finta di nulla tirando a campare, arroganti nel loro dogmatismo liberista. Per questo dobbiamo cacciarli prima che sia troppo tardi e fare come in Islanda dove i responsabili della crisi sono stati arrestati e sono in attesa di essere processati. E' ora che gli italiani si sveglino e agiscano. Ne va del futuro loro e dei loro figli.
 
Nicola Cospito
Ufficio Politico MNP

Primo Maggio

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Il 3 settembre del 1939 comincia la Seconda Guerra Mondiale a seguito della dichiarazione di guerra della Francia e dell’Inghilterra alla Germania, e non viceversa. In realtà l’Alta Finanza teme per il proprio impero, teme che altre nazioni seguano l’esempio della Germania, svincolandosi dal signoraggio. I banchieri angloamericani sono assai preoccupati. L’altro Stato che si ribella al signoraggio della moneta è il Giappone. Anch’esso, purtroppo, sarà attaccato. E già nel 1939 Stalin, con il comunismo bancario internazionale, progetta di attaccare la Germania e d’impossessarsi militarmente dell’Europa. Gli riuscirà solo in parte: l’Operazione Barbarossa da parte tedesca lo frena e la capacità di reazione non solo della Germania, ma di tutti coloro che in Europa e nel Mondo comprendono ciò che sta accadendo limita l’invasione. Vi sarà un immane sacrificio, che l’Alta Finanza racconterà poi a proprio tornaconto, falsando la storia, per ottundere le generazioni successive. Ma non tutti tacciono. 
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INVITIAMO I NOSTRI LETTORI A LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO AL SEGUENTE LINK:

http://www.ereticamente.net/2012/05/primo-maggio.html#more

L'articolo di Freda pubblicato sul quotidiano 'Libero'

Diavolo! E’ ovvio che poi i dibattiti che vi accendono sono giusto quelli sull’eutanasia. A vivere ci avete rinunciato. Siete troppo ‘buoni’ per interessarvi alla vita, che, come si sa dai tempi del greco Eraclito, è guerra e ancora guerra. Ve lo sbatterebbe subito in faccia Meister Friedrich Nietzsche, che avete chiassosamente espulso dal Campidoglio. Vi direbbe quanto vi siete immiseriti con questo masticare sempre le stesse parole – pace e bene –, ruminare sempre gli stessi concetti – uguaglianza-tolleranza –, ritrovarvi sempre tra voi, gli equilibrati (leggi: furbetti), i moderati (leggi: ruffiani), i moderni (leggi: fiacchi e viziati). Dallo spleen allo spread: nient’altro. Depressi. Asfittici. Per dissimulare l’estenuazione vi agitate e pestate i piedini. Andate dalla mamma: Mamma Morale.
E’ naturale, non egregi ma gregari politicanti romani, che il nostro perentorio Nietzsche in Campidoglio vi disturbi. Parlava di grande passione, Nietzsche, voleva il grande stile, la grande politica. Sì, metteva dappertutto questo aggettivo, Nietzsche, che vi fa saltare di sicuro i nervi: grande. Addirittura al superlativo: grandissimo. Anche infilandolo in quello che si conosce come ‘superuomo’, una sorta di uomo supremo, che non è il marito della casalinga di Voghera, che non è semplicemente un’idea platonica; che è, seppur raramente (e sempre più raramente), carne e sangue. Vi invita, Nietzsche, a pensare come potreste fare in modo che nascessero più esemplari di questo ‘uomo supremo’. A pensarci, eh, mica a programmare già una profilassi eugenetica di quelle feroci. A pensare alla grandezza, perché tanto basta perché nel mondo si aprano squarci e baleni di luce. A ricordare almeno che, come uomini, avremmo la facoltà di desiderare la meraviglia e non solo una stanca, burocratica routine. Oltre Bersani e Casini, insomma. Oltre i tecnici, anche se, oggi, solo per la loro compostezza, certi sembrano arcangeli.
Mamma Morale vi ha trasformati in cadaveri, politicanti romani, oche del Campidoglio de noantri. Le vittime di qua, le vittime di là. Siete dei medium, più che mediatori della volontà popolare. Provate invece a mettere giù la bacchetta. Voltate pagina una buona volta. Leggete tra le righe Nietzsche e capirete che, continuando così, nulla saranno le vittime di fatto rispetto a ciò che avrete sacrificato per fifa: il meraviglioso. La grandezza. La linfa stessa della vita, che la rende desiderabile e degna. La libertà di votarsi a cause nobili, un po’ più nobili, un po’ più in su della lotta all’evasione fiscale. L’entusiasmo. E’ a questo che dovrebbero servire, oggi, i libri, le scialuppe che usano di solito le idee per salvarsi dal fiume limaccioso della storia. A spargere i semi del meraviglioso in un mondo caotico e depresso, che ha perso il suo firmamento e non sa più dove andare. O, dovrei dire, dove sbattere la testa?



Franco G. Freda

01/mag/2012

I MAGGIO 2012 BOICOTTA


Anche il nucleo di Lotta Studentesca Modica, organizzazione giovanile vicina a Forza Nuova, aderisce convintamente  alla campagna nazionale per il “boicottaggio degli ipermercati … consumismo no grazie!”
Nella notte fra il 30 Aprile e il 1 Maggio i giovani di LS hanno affisso, nei pressi del nuovo centro commerciale modicano, uno striscione riportante la scritta “Produci  consuma crepa … una rata alla volta”.
“Il nostro intento”, spiega nella nota il responsabile locale di Lotta Studentesca Modica Angelo Cappello, “è quello di  risvegliare nei consumatori  il senso critico negli acquisti.  Grazie all’avvento dei grossi centri commerciali, le famiglie italiane,  dietro il miraggio delle super offerte o dell’accesso al credito a tasso zero, acquistano, indebitandosi in un periodo di grave crisi economica che non terminerà certamente dall’oggi al domani, beni futili e non di primaria necessità.
 Inoltre la liberalizzazione delle aperture commerciali, regalata dall’attuale presidente del consiglio Monti ai potentati economici, non risparmierà nemmeno il 1° Maggio, gravando ancora una volta su quanti operano nel settore, non essendo state emanate ad hoc norme a tutela dei lavoratori;  quest’ultimi  sono del tutto abbandonati in uno stato di sfruttamento intensivo, non solo con il beneplacito silenzio, o se volete con un fievole chiacchiericcio, della triplice sindacale, ma cosa ancor più grave, dalla non curanza della così detta società civile.”


Portavoce
Lotta Studentesca
Coordinamento di Modica
Cappello Angelo

28 aprile, intensa giornata forzanovista in Sicilia con Roberto Fiore

 
Il segretario nazionale di Forza Nuova non ha mancato di far sentire il suo appoggio ai militanti siciliani impegnati, oltre che nella consueta attività, anche nella fase conclusiva della campagna elettorale delle amministrative.
Due le liste che vedono nel ruolo di protagonista il  nostro Movimento in Sicilia: la Civica "Liberiamo Palermo" nel capoluogo, con candidato sindaco Gioacchino Basile, e la lista Forza Nuova che partecipa alle comunali di Militello Val di Catania, con candidato sindaco Pietro Paolo Messina.
La giornata di Fiore è cominciata a Palermo, poco dopo le 11:00, presso un noto albergo cittadino per sostenere la coraggiosa candidatura oltre gli schemi  dell'ex sindacalista Cgil, da sempre impegnato sul fronte della lotta alla mafia. Come accade di frequente alle manifestazioni forzanoviste,  quasi nulla è stata la presenza della stampa. A chiusura del suo intervento, il segretario ha commentato: “Forza Nuova uscirà pulita e forte da questi attacchi contro i partiti e la totale indifferenza dei mass-media nei confronti delle nostre iniziative ci spingerà ancor di più a lavorare su tutto il territorio nazionale”.
Il pomeriggio palermitano ha poi visto l'intervento di Roberto Fiore alla commemorazione, giunta ormai al quinto anno consecutivo, per i caduti della Repubblica Sociale e per le giovani vittime dell'odio marxista e borghese negli anni di piombo. La prevista presenza di Basile anche a questo secondo evento, forte segnale del superamento degli steccati ideologici da parte dei migliori uomini della sinistra, è stata impedita dall'aggressione fisica  da lui subita, nel corso di un convegno, ad opera di alcuni pseudo profeti della tolleranza, degni eredi di certi partigiani, che lo ha costretto a richiedere il necessario intervento sanitario.
La cerimonia, che ha raccolto patrioti di tutte le età, non ha mancato di commuovere le decine di presenti, spronandoli ulteriormente al sacrificio, in linea con il generoso esempio trasmesso dai caduti.
Molto partecipato, nonostante l'ora tarda, il comizio di Militello. Dopo gli interventi dei responsabili locali, il segretario nazionale di FN si è soffermato sulla validità della nuova classe dirigente che il Movimento sta formando per offrirla alla nazione: " Una classe politica portatrice di autentici valori, orgogliosamente estranea a tutti i partiti che hanno mal governato fino ad oggi e che hanno lasciato l'Italia  in balia di una tirannia finanziarista che ci sta conducendo  alla disperazione morale ed economica".




Segreteria Regionale Forza Nuova Sicilia
Ufficio stampa
340/2175008 – 340/7940989

25/apr/2012

I FUCILATI DI FIRENZE (da LA PELLE di Curzio Malaparte)

I ragazzi seduti sui gradini di S. Maria Novella, la piccola folla di curiosi raccolta intorno all’obelisco, l’ufficiale partigiano a cavalcioni dello sgabello ai piedi della scalinata della chiesa, coi gomiti appoggiati sul tavolino di ferro preso a qualche caffè della piazza,la squadra di giovani partigiani della divisione comunista “ Potente “, armati di mitra e allineati sul sagrato davanti ai cadaveri distesi alla rinfusa l’uno sull’altro, parevano dipinti da Masaccio nell’intonaco dell’aria grigia. Illuminati a picco dalla luce di gesso sporco che cadeva dal cielo nuvoloso, tutti tacevano, immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa parte. Un filo di sangue colava giù per gli scalini di marmo.
I fascisti seduti sulla gradinata della chiesa erano ragazzi di quindici o sedici anni, dai capelli liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e vivi nel lungo volto pallido. Il più giovane, vestito di una maglia nera e di un paio di calzoni corti, che gli lasciavano nude le gambe dagli stinchi magri, era quasi un bambino.
C’era anche una ragazza fra loro: giovanissima, nera d’occhi, e dai capelli, sciolti sulle spalle, di quel biondo scuro che s’incontra spesso in Toscana fra le donne del popolo, sedeva col viso riverso, mirando le nuvole d’estate sui tetti di Firenze lustri di pioggia, quel cielo pesante e gessoso, e qua e là screpolato, simile ai cieli del Masaccio negli affreschi del Carmine.
Quando avemmo udito gli spari, eravamo a metà via della Scala, presso gli Orti Oricellari. Sboccati sulla piazza, eravamo andati a fermarci ai piedi della gradinata di Santa Maria Novella, alle spalle dell’ufficiale partigiano seduto davanti al tavolino di ferro.
Al cigolio dei freni delle due jeep, l’ufficiale non si mosse, non si voltò. Ma dopo un istante tese il dito verso uno di quei ragazzi, e disse:
- Tocca a te. Come ti chiami?
- Oggi tocca a me - disse il ragazzo alzandosi - ma un giorno o l'altro toccherà a lei.
- Come ti chiami ?
- Mi chiamo come mi pare...
- O che gli rispondi a fare a quel muso di bischero, gli disse un suo compagno seduto accanto a lui.
- Gli rispondo per insegnargli l'educazione, a quel coso - rispose il ragazzo, asciugandosi col dorso della mano la fronte madida di sudore. Era pallido, e gli tremavano le labbra. Ma rideva, con aria spavalda guardando fisso l'ufficiale partigiano.
A un tratto i ragazzi presero a parlar fra loro ridendo.
Parlavano con l'accento popolano di San Frediano, di Santa Croce, di Palazzolo.
L’ufficiale partigiano alzò la testa e disse:
- Fa presto. Non mi far perdere tempo. Tocca a te.
- Se gli è per non farle perdere tempo - disse il ragazzo con voce di scherno - mi sbrigo subito -
E scavalcati i compagni andò a mettersi davanti ai partigiani armati di mitra, accanto al mucchio di cadaveri, proprio in mezzo alla pozza di sangue che si allargava sul pavimento di marmo del sagrato.
- Bada di non sporcarti le scarpe ! - gli gridò uno dei suoi compagni, e tutti si misero a ridere.
- Jack e io saltammo giù dalla jeep.
- Stop! - urlò Jack.
Ma in quell’istante il ragazzo gridò: - Viva Mussolini ! - e cadde crivellato di colpi .

20/apr/2012

Brevi dall'ANSA :Scontri a Roma: blitz Ros-Digos *

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/04/20/SCONTRI-ROMA-BLITZ-ROS-DIGOS-ARRESTI-PERQUISIZIONI-_6747319.html

ROMA  - Blitz del Ros e della Digos, con arresti e perquisizioni, nell'ambito dell'inchiesta sugli scontri avvenuti durante la manifestazione di Roma del 15 ottobre scorso. Le misure cautelari - 7 arresti domiciliari e 6 obblighi di dimora, oltre a 14 perquisizioni - sono state effettuate a Roma, Teramo, Ancona, Civitanova Marche, Padova e Cosenza.
...
Le indagini - nei confronti di persone accusate dei gravi episodi di devastazione, saccheggio e resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale - sono state coordinate dal pool antiterrorismo della Procura di Roma e sono state condotte in stretta collaborazione dal ROS e dalla DIGOS di Roma, che negli ultimi mesi sono riusciti a identificare i soggetti che si erano resi responsabili di gravi violenze, devastando numerosi istituti bancari, esercizi commerciali, Uffici del Ministero della Difesa, oltre ad avere incendiato numerose autovetture e un blindato dell'Arma dei Carabinieri. Le indagini sono state sviluppate nei confronti di soggetti inseriti all'interno dell'area antagonista e anarchica nazionale, nonché in direzione di alcune componenti provenienti dalle tifoserie ultras. Tra queste emergeva un gruppo proveniente dalla provincia di Teramo, all'interno del quale erano inseriti esponenti dell'area antagonista e di "azione antifascista Teramo", resisi responsabili di più azioni criminose lungo lo svolgimento del corteo e in particolare dell'assalto e dell'incendio al furgone blindato dell'Arma dei Carabinieri. 
...
TRA ARRESTATI PRIMO NON ELETTI PRC TERAMO  - Ci sarebbe anche Davide Rosci tra gli arrestati, ai domiciliari, nel blitz dei Ros-Digos per gli scontri di Roma dello scorso ottobre. E' stato confermato dal legale Filippo Torretta. Rosci, militante di Azione Antifascista Teramo, è stato anche il primo dei non eletti alle ultime elezioni comunali a Teramo nelle liste di Rifondazione Comunista. In provincia di Teramo sono altri tre ad essere stati posti ai domiciliari secondo quanto deciso dalla Procura di Roma.

IN ABRUZZO 4 ARRESTI PER ASSALTO - Sono tutti appartenenti all'area antagonista dell'estrema sinistra i quattro arrestati in Abruzzo nell'ambito dell'inchiesta sugli scontri avvenuti durante la manifestazione di Roma del 15 ottobre scorso. Alcuni sono anche ultras del calcio. Nella regione Digos e Ros hanno eseguito arresti ai domiciliari per quattro persone nella provincia di Teramo. Anche una persona arrestata nelle Marche, ad Ancona, faceva parte dell'area antagonista. Gli arrestati hanno tra i 30 e i 37 anni. Sono stati tutti riconosciuti durante le fasi dell'attacco al blindato dei Carabinieri in piazza San Giovanni, che hanno contribuito a danneggiare e che é stato poi dato alle fiamme. In particolare, un 37/enne di Teramo è ripreso mentre scaglia un sanpietrino contro un carabiniere nel momento in cui il militare è costretto ad abbandonare il mezzo in fiamme per mettersi in salvo. L'arrestato ha inseguito il carabiniere che si allontanava velocemente colpendolo con dei sassi alla schiena e alla gamba.

Iabichella Vs. Cgil, Cisl e Uil

Riceviamo e condividiamo:


”Il rispetto dei lavoratori deve essere prerogativa essenziale.”
“Cgil Cisl e Uil diano l’esempio, rispettando per primi i lavoratori ed evitando di buttar fango su chi, come me, agisce ogni giorno sostenendo la legalità e il diritto al lavoro.”  Esordisce così il Segretario provinciale delle 3 maggiori federazioni della Confsal, Giorgio Iabichella, in replica a quanto sostenuto dai segretari generali confederali di Cgil, Cisl e Uil contro lo stesso Iabichella.
“I vani tentativi attuati, negli ultimi giorni, dai tre segretari confederali al fine di denigrare il mio operato e la mia onestà professionale (che, purtroppo per loro, nessuno potrà mai mettere in discussione) scaturiscono, forse(non si spiegherebbe altrimenti), da un risentimento personale nei miei confronti.”
“Cio’ che ho sempre denunciato, seppur con tono polemico (cosi’ definiscono un sindacalista quando fa il suo lavoro onestamente), e’ risultato sempre veritiero, ma ha suscitato, inaspettatamente, le reazioni di coloro che hanno comodamente guidato il mondo sindacale provinciale nell’ultimo decennio.”
“Forse non avrò una lunga storia sindacale, cosi’ come non ho quei 70 mila lavoratori che si vantano di rappresentare Cgil Cisl e Uil, ma di certo sono divenuto un punto di riferimento per quei lavoratori trascurati, bistrattati ed a volte abbandonati dagli stessi confederali.”
“Riguardo alle mie posizioni politico-sindacali, a volte definite “goliardiche” da Avola, Romeo e Bandiera, vorrei porre loro un quesito:- vorrei conoscere quali valide proposte abbiano suggerito, ai tavoli appositamente istituiti, per attenuare la recessione che sta colpendo la provincia di Ragusa, considerato anche le modifiche apportate all’art. 18 che, a loro dire, non avranno ripercussioni nel nostro territorio?”
 “Mi spieghino, infine, magari in modo spensierato (altrimenti rischio di non comprendere), quali criteri utilizzano per le assunzioni nei loro sindacati/patronati e come può accadere che dei lavoratori, alle loro dipendenze, abbiano lavorato in nero?”
Le dimissioni di Avola? – “Siano esercizio utile e proficuo!”
 “Forse i sigg.ri Avola, Romeo e Bandiera hanno le idee un po’ confuse sulle reali esigenze dei lavoratori iblei, attaccando in modo gratuito coloro che, invece, vivono tutti i giorni al fianco dei dipendenti e dei disoccupati.  Li invito dunque, ricoprendomi d’umiltà,  a “sporcarsi” un po’ di piu’, magari andando a toccare con mano le singole realtà locali ed ascoltando, dopo esser scesi dal loro piedistallo, le istanze dei lavoratori e dei disoccupati della provincia.”
Cordialità.
Giorgio Iabichella,
un sindacalista al fianco dei lavoratori.

19/apr/2012

Sabato 28 aprile


Sabato 28 aprile alle ore 21,00 si terrà in piazza Vittorio Emanuele il comizio di FORZA NUOVA a sostegno della candidatura a sindaco di Pietro Paolo Messina.

INTERVERRANNO:
Pietro Paolo Messina (coordinatore FN Calatino Sud Simeto – candidato sindaco di Militello in Val di Catania)
Salvatore Alba (segr. FN Caltagirone)
Il dott. Gaetano Bonanno (segr. Prov. FN Catania)
Giuseppe Bonanno Conti (coordinatore FN Sud Italia)
e il 
SEGRETARIO NAZIONALE DEL MOVIMENTO FORZA NUOVA
ON. ROBERTO FIORE


Un altro sistema è possibile

Chi prende in considerazione la questione del debito come solo fatto italiano, dovrebbe spiegarci come mai la crisi investa non solo l'Italia ma l'intera zona Euro. Islanda, Irlanda, Portogallo, Spagna, Grecia, Italia si sono trovate tutte nella medesima situazione. Situazione  che è precipitata dopo l'esplosione della bolla speculativa finanziaria americana sugli immobili e il fallimento della Lehmann Brothers nel 2007,  cui è seguito il fallimento di altri istituti di credito. Il debito non è ascrivibile ai cittadini che lo hanno solo subito, ma alle classi politiche dirigenti colluse con l'usura legalizzata delle banche. Questa collusione segna il trionfo della liberaldemocrazia capitalista e insieme, il suo fallimento. Ancora oggi, girando per le strade di Roma è possibile vedere come le agenzie immobiliari, protette dai governi di centrodestra e di centrosinitra e adesso da Monti, si ostinino a tenere i prezzi alti a livelli inconcepibli. Può infatti una casa di 80 mq alla periferia della capitale costare 280.000 euro, quando a Berlino con la stessa cifra ne compri due e mezzo di appartamenti ? Volete vedere le fotografie ? Volete le prove ?  Ecco cosa ci ha portato alla rovina. Banche, governi, società immobiliari, palazzinari vari. Solo che non vuole vedere non vede. 
  Noi, i nazionalpopolari, se potessimo,manderemmo i responsabili, TUTTI, a spaccare le pietre in bene attrezzate colonie penali. Non sta a noi infatti difendere il sistema liberale, capitalista, massone e antifascista. Noi dell'Europa dei massoni e dei banchieri di Bruxelles siamo i nemici mortali. Cerchiamo di non dimenticarlo. E comunque non è un'utopia, un altro sistema è possibile, più giusto, più equo, più onesto. Sarà un'utopia, sarà un  sogno, ma sono i poeti e i sognatori che muovono il mondo.
 
Nicola Cospito

Proposta libraria: Controstoria della Liberazione. Le stragi e i crimini dimenticati degli alleati nell'Italia del Sud

In questo libro Gigi Di Fiore racconta la liberazione del Sud Italia mostrandone il volto meno glorioso e più truce, dimenticato nei resoconti oleografici, non solo ufficiali, degli Alleati salvatori. Pensiamo ai paesi della Ciociaria, prima vessati dai tedeschi, poi bombardati dagli americani e infine liberati dai soldati marocchini del contingente francese: proprio per il coraggio dimostrato nello sfondare la linea Gustav, i marocchini ebbero in premio tre giorni di impunità, usati per saccheggiare le case e stuprare donne, uomini e ragazzi. A questa terra e ai suoi abitanti Gigi Di Fiore dedica il suo nuovo libro: una contro storia della risalita degli Alleati dopo lo sbarco in Sicilia che ha segnato l'intera storia dell'Italia meridionale.

06/apr/2012

c/c 10/645629 – 9 anni di silenzi – FN dalla parte del popolo.

Ragusa, 06/04/2012

         Oggetto: Comunicato a seguito affissione striscione a Ragusa: c/c 10/645629 – 9 anni di silenzi – FN dalla parte del popolo.


        
 Forza Nuova a Ragusa si pone a fianco di chi è stato truffato dalle banche e dopo anni non ha ricevuto risposte a molti interrogativi.
         Affisso nella notte del 06 Aprile u.s. uno striscione a Ragusa in Via Dante nei pressi dell'agenzia della Banca San Paolo.
       Denunciamo un sistema costituito dall’intreccio perverso di quelli che chiamiamo spesso “poteri forti”, nessuno escluso, magistratura compresa, che quando vogliono sono capaci di approfittare di un’anziana donna di Ragusa e di un uomo solo, Damiano Nicastro, che, per tener fede ad una promessa, ha continuato anche dopo la morte della signora, Innocenza Maria Campo, scomparsa nell’agosto dell’anno, a combattere una guerra disperata contro una rete di muri di gomma, assumendo, suo malgrado, il ruolo di unico indagato in una vicenda che ha dell’incredibile. Una storia allucinante, che va avanti da più di otto anni, e  che testimonia in concreto dell’arroganza delle banche e delle complici lentezze della magistratura; una vicenda che parla di mafia vera, anche se la criminalità organizzata che ne è protagonista non usa fucili a canne mozze, ambientata nella nostra Ragusa.
         Una ingente somma di denaro, una grossa cifra - frutto dei risparmi di una vita e l’ammontare di un’eredità consistente, depositati presso l’agenzia di Ragusa della San Paolo - svanisce nel nulla con la sparizione di un conto corrente che sembra non essere mai stato aperto, nonostante il correntista abbia assegni, ricevute di versamento e accredito, estratti conto…  Il numero di quel conto corrente non risulta né alla banca dalla quale si è volatilizzato né all’Associazione Bancaria Italiana (A.B.I.), la Banca d’Italia promette di intervenire, ma non fa nulla. Nemmeno la Guardia di Finanza ne viene a capo, nessuna indagine riesce a fare luce sul conto corrente sparito.
        Che fine hanno fatto quei soldi? Quali operazioni sono state fatte utilizzando all’insaputa della correntista il conto 10/645629? Quante firme false sono state apposte per autorizzare i movimenti? Perché i decreti emessi dalla Magistratura non vengono eseguiti e agli esposti inoltrati dalla GdF non c’è alcun seguito?
E, poi, possibile che si tratti di un caso isolato?  O i banksters scelgono con cura correntisti con determinate caratteristiche, straordinariamente somiglianti a quelle della signora Campo - ricche ereditiere anziane, sole e indifese - per la loro inesauribile necessità di denaro da “movimentare”?
A queste ultime domande c’è una risposta. Il sito pensareliberi.com (http://pensareliberi.com/2011/10/12/puo-sparire-un-conto-corrente-bancario-con-tutti-i-nostri-risparmi/) ha fatto una semplice ricerca su Google ed ha scoperto che: “E’ un fenomeno reale e la solitudine dei denuncianti non permette quella cassa di risonanza che il problema richiederebbe. Dalle percentuali dei casi si evince senza alcun dubbio che il numero di “espropri bancari” è tale da non rappresentare quel fenomeno di massa critica oltre la quale se ne farebbe un caso nazionale se non internazionale. Le percentuali sono circa dello 0,01% quindi un conto corrente ogni 10.000 è soggetto a questo tipo di fenomeni”.
       Alla richiesta di aiuto che di questi tempi, non è isolata: la Sicilia e l’Italia sono piene di vittime delle mafie - usuraie e massoniche, politiche e burocratiche - nemiche di chi, ignorato o schernito dai ricchi e rispettati paladini della giustizia che parlano in TV, è solo, perché svincolato dai viscidi meccanismi di questa democrazia tirannica, ed ha fame di cibo o di giustizia… o di tutte e due. Queste persone del popolo a cui apparteniamo, si rivolgono a noi sempre più spesso a loro ci sentiamo in dovere di fare una promessa: con voi e anche per voi lottiamo e lotteremo.



                                                                                                               IlCoordinatoreCittadino                                                           di Forza Nuova Ragusa
Infantino Alessio   

04/apr/2012

Freda, l’anima nera senza condanna «La strage è immorale» *

PADOVA - «La strage di piazza Fontana è immorale». Nulla di strano, se non fosse che a condannare uno dei più sanguinosi attentati della Storia italiana è il padovano Franco Freda. Sempre uscito pulito dai processi che lo accusavano di esserne tra gli artefici, nel 2005 la Cassazione ha sentenziato che la strage fu organizzata da «un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine Nuovo (…) capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura». Un giudizio che vale solo come condanna morale, visto che i due imputati erano già stati assolti irrevocabilmente dalla corte d’appello di Bari. Oggi, a 71 anni (quattordici dei quali trascorsi in carcere) è, a suo modo, un superstite: l’amico Ventura è morto nel 2010. Nel giorno in cui esce nelle sale cinematografiche il film Romanzo di una strage, che racconta della bomba fatta esplodere il 12 dicembre 1969 nella Banca Nazionale dell’Agricoltura, in pieno centro a Milano, uccidendo 17 persone, dopo anni di silenzio Freda accetta di rispondere via e-mail alle domande del Corriere del Veneto. Lo fa con il suo solito modo, attraverso citazioni e messaggi a volte enigmatici e a volte fin tropo chiari.
In molti si chiedono se sia opportuno realizzare un film su un evento tanto importante, ma ancora poco chiaro. Qual è la sua opinione? «Sono tanto d’accordo che abbandono il rango dei pochissimi e mi metto tra questi molti. Sperando che diventino moltissimi quelli che non si accontentano della contraffazione ma vogliano la chiarezza, la verità vera».
Andrà a vedere il film? «Penso proprio di no. In questi giorni devo contemplare le bozze della nostra edizione dell’Al di là del bene e del male di Nietzsche».
Se l’aspettava di finire in un film che verrà presentato anche a Cannes? «Addirittura a Cannes? Com’era la filastrocca che ci cantavano da piccoli per convincerci a mangiare? Ah, sì: "Boca a me, boca a te, boca al Can" Però finiva sempre con te che spalancavi la bocca e facevi: "Aaaam!"…».
A interpretarla è l’attore Giorgio Marchesi… «Non lo conosco. Né lui ha cercato mai di conoscermi, se non attraverso certi miei scritti. D’altronde, questo film è nemico dell’onestà e del realismo, e non potrebbe essere altrimenti. Sennò avrebbe dovuto limitarsi a un’unica scena: l’inquadratura del cratere sul pavimento della banca dell’Agricoltura, con lento e sempre più profondo zoom. Quello è l’unico fatto certo».
Il film si sofferma sulla «pista veneta» che, stando alla Cassazione, conduce a lei… «Lei parla della corte di Cassazione, sedicente suprema? Io conosco, anzi, sono obbligato a conoscere una sola sentenza che ha escluso la mia responsabilità penale per piazza Fontana. L’altra non esiste. Non è ammissibile, sotto il profilo etico e giuridico, che esista».
Reputa credibile l’ipotesi che la strage sia stata progettata in Veneto? «In Veneto, la terra del Santo? No, assolutamente no. Anche se, ripensandoci, il Veneto è stato pure la terra del sangue, nel 1945, la terra della stragi fatte dai partigiani contro i fascisti: di Oderzo, di Schio, di Codevigo, dove c’era il Brenta rosso di sangue, del Bus de la Lum, la foiba in cui vennero gettati centinaia di civili, insieme ai soldati fascisti e nazisti. E a Padova c’è stato non solo il Santo, ma pure il tiranno Ezzelino. Io avevo una libreria intitolata a Ezzelino, che è stata bruciata nel ’75 da un commando delle Brigate Rosse. C’era dentro anche un bambino di pochi mesi, che si è salvato per miracolo perché avevamo un’uscita segreta sul retro. Ma questo, chi ha buttato la molotov e chiuso la serranda, non lo poteva sapere».
Chi c’è, secondo lei, dietro alla strage? «Non si sa chi c’è "nella" e lei chiede chi c’è "dietro". Cosa significa dietro? È possibile che sempre ci sia qualcosa dietro? Vede: credo che i sospetti non siano altro che proiezioni delle inclinazioni di chi sospetta. Chi è cavernoso dentro vedrà e vorrà sempre il male, il torbido, rinunciando a ogni rappresentazione limpida, e pure all'onestà quando è di intralcio».
Ha avuto un ruolo per quanto accaduto in piazza Fontana? «Io non ho mai conosciuto ruoli: solo ranghi. Il mio rango nella resistenza, per esempio. Non sono pochi quattordici anni nelle "mude" statali, in clausura».
Con le sue risposte, ha sempre dato l’impressione di saperne molto più di quanto sia disposto a rivelare… «A dire il vero ho sempre tentato di dissimulare l’oppressione che le domande inquisitorie esercitavano su di me. È come se certi interrogativi che mi vengono rivolti presupponessero di incontrare un’altra persona, diversa da me. Trame, complotti, servizi deviati. Mah. La realtà, l’unica verità della mia vita, è un’altra: l’amore della Solidea. Solidea era un nome che agli inizi del Novecento davano gli anarchici alle loro figlie e voleva significare la devozione alla loro sola idea: l’anarchia. Questo amore per la mia Solidea, una chimera che ha testa di Platone e corpo di Nietzsche, l’ho coltivato sempre: facendo da quasi cinquant’anni l’editore e, certo, anche pensando, negli anni ’60, alla cerca di uomini per la rivoluzione».
Con il passare degli anni, è cambiato il suo giudizio sulla democrazia? «Sì. In peggio. Questo è uno stato in disfacimento, smegmatico, ammalorato. Ma il problema non è tanto la democrazia come istituzione: è la democrazia come ideale. Oggi democrazia è un odio di basso conio organizzato dalla tecnologia. Democrazia è la strage delle idee perché trionfino le opinioni, il "secondo me". Democrazia è fare in modo che tutto esista solo in funzione del mercato. Democrazia è uccidere santamente per il petrolio. Democrazia è vincere perché si comprano, o si stordiscono di propaganda, che è lo stesso, gli arbitri della partita elettorale. Democrazia è farsi imbavagliare dai tabù e riempirsi di nevrosi. Democrazia - dice Nicolàs Gòmez Dàvila, un grande pensatore reazionario - "è essenzialmente dare del tu a Platone e a Goethe". Come minimo, un’insolenza».
Per sovvertire la democrazia, ci sono limiti che non vanno superati? «No, pur di abbattere la democrazia, nessun limite. È la democrazia stessa il limite. Nel secolo scorso le hanno fatto la guerra sia i compagni che i camerati, col feudalesimo castrense dei regimi fascisti e comunisti. Auspico che questo sia il secolo di un nuovo feudalesimo».
Qual è il suo giudizio morale sulla strage di piazza Fontana? «Non c’è spazio per giudizi soggettivi. Una strage è immorale. Certamente».




*fonte=http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2012/31-marzo-2012/freda-l-anima-nera-senza-condanna-la-strage-immorale-2003901896903.shtml